La crescente diffusione dei droni ha reso i sistemi Counter-UAS una componente sempre più importante nella protezione di infrastrutture critiche, aree sensibili, eventi pubblici, convogli e piattaforme mobili.
Tuttavia, l’evoluzione della minaccia richiede un cambio di prospettiva. Non è più sufficiente immaginare un sistema antidrone come un insieme di apparati indipendenti, antenne standard e moduli RF assemblati tra loro. Nei contesti operativi moderni, soprattutto quando il sistema deve essere installato su veicoli o piattaforme mobili, ogni elemento interagisce con gli altri: antenne, amplificatori, reti RF, meccanica, materiali, software, dissipazione termica e struttura ospitante.
In questo approfondimento tecnico analizziamo il passaggio dai sistemi jammer tradizionali, spesso caratterizzati da configurazioni “a porcospino” con numerose antenne esterne, verso architetture C-UAS integrate, più efficienti, compatte e selettive.
Perché l’efficacia della difesa elettronica moderna non dipende più dalla sola potenza di emissione, ma dalla qualità dell’integrazione.
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Flaminio Bollini
ElettroMagnetic Services Srl
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